La pace nel mondo
Avete presente l’imitazione di Miss Italia fatta da Katia e Valeria a Zelig?
Chi di voi è, come me, fedelissimo di Zelig sa che una delle cose per le quali le due comiche prendono in giro le miss vere sono le risposte banali che, per tensione (diciamo), alcune miss in gara tendono a dare:
Esempio:
Domanda: Se diventassi Miss Italia, quale desiderio ti piacerebbe vedere realizzato?
Riposta di Valeria: Beh, sicuramente la pace nel mondo!
http://www.youtube.com/watch?v=0IrsmG-nCn4
Ecco, la pace nel mondo.
Espressione parlando della quale il rischio di cadere in un vortice di banalità e di retorica è concretissimo.
Rimane il fatto che la pace è desiderio di moltissimi di noi, e che non possiamo abbandonare la lotta, né limitarci ad appendere alle finestre l’ormai celebre bandiera variopinta.
Che fare?
Poco fa rileggevo un messaggio scritto 8 anni fa da Giovanni Paolo II, nel quale diceva che “non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia senza perdono“, e che “non si ristabilisce appieno l’ordine infranto, se non coniugando fra loro giustizia e perdono“.
Citando poi il Concilio Vaticano II, il Papa ricordava che la pace è “il frutto dell’ordine immesso nella società umana dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta”.
L’ordine. Un ordine che è infranto, sì.
Da dove cominciare per ripristinarlo?
Io comincerei dalla tutela di colui che è maggiormente minacciato: l’uomo.
Oggi come ieri, l’uomo che si macchia di una colpa è trattato come la colpa stessa.
Pensiamo a persone (perché tali rimangono, lo ricordo) come Silvio Sircana, Piero Marrazzo, Cosimo Mele. Colpevoli, certo. Ma era la gogna mediatica il trattamento giusto da dare loro? Porta “la pace nel mondo” massacrare mediaticamente i colpevoli?
E poi:
Oggi come ieri, se l’uomo in questione fa parte di una categoria, ecco che tutta la categoria riceve disprezzo da un sacco di gente. Una ragazza ieri ha scritto sulla sua pagina di Facebook che i preti sono “sporchi maniaci”. Queste generalizzazioni portano “la pace nel mondo”?
La giustizia deve fare il suo corso, certo.
Ma siamo sicuri che, dinanzi a colpe reali, anche gravissime, il nostro compito sia coprire di sterco i colpevoli, magari via Facebook?
Oggi un mio amico, parlando dei preti pedofili, mi rimproverava per la mia tendenza a “difendere a oltranza“.
Chi ha detto che difendere sempre l’uomo, in quanto tale, equivale a non volere che si faccia giustizia?
Mi unisco a Papa Benedetto, che ha capito che non c’è “la pace nel mondo” senza amore per l’uomo.

In un dibattito nato sulla mia pagina di Facebook qualche giorno fa a proposito dellla bellezza o bruttezza di certi quotidiani e sulla divisione tra le diverse parti politiche, una persona si domandava “Qual è il bene comune?”.








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